SiAmo Ascoli

Insieme per una Ascoli migliore!

Archivi delle etichette: Bologna

Il “NO AI GRAFFITI” dall’Ateneo di Bologna in via Zamboni

bolo2 Non è ormai un caso che l’eco del “NO al degrado” si ripeta in una città quale Bologna, i cui abitanti ormai da tempo avanzano richieste per poter agire in prima persona per vedere più ospitale la propria città , senza dover aspettare le lunghe pratiche burocratiche. Proprio in questi giorni infatti, dopo una serie di richieste, il Comune ha dato in omaggio i kit anti-graffiti ai commercianti, perché possano autonomamente servirsene.

Oltre a loro anche l’Ateneo della città ha deciso di lasciare un’impronta, quella più visibile, ripulendo via Zamboni, la via più frequentata dagli studenti universitari, dai numerosi graffiti e volantini che la ricoprivano quasi del tutto.

Sono stati stanziati 70 mila euro per l’opera di pulizia che durerà da qui fino a gennaio, ogni qual volta che si ripresenteranno scritte simili.

Non è stato tolto, invece, il murales dedicato a Francesco Lorusso e quello vicino ad esso.bolo

Inoltre verranno istallate altre telecamere nella zona che, insieme a quelle già attive del Comune, aiuteranno a monitorare meglio la situazione. “Non è bello farci prendere per il naso – commenta il prorettore Roberto Nicolettinoi puliamo e c’è chi sporca di nuovo. Per questo useremo, nei limiti della legge, anche le telecamere.”

Un grande esempio quello dell’Alma Mater Studiorum che ha reso la zona universitaria “più bella” come ha detto anche il prorettore Nicoletti. Chissà che questo non spinga gli stessi studenti ad agire personalmente per mantenerla così com’è ora.

bolo4

Bologna, la carta e l’arte

Bologna ha aperto i battenti alla Street  Poster Art: dal primo maggio fino al 10 è possibile vedere nel capoluogo emiliano le diverse interpretazioni di “arte di strada” per  mano di famosi artisti italiani e non, realizzate interamente su carta.

L’evento, giunto alla sua seconda edizione, è stato realizzato con il sostegno della Regione Emilia Romagna e ha coinvolto l’Amministrazione locale nella ricerca di spazi pubblici a cui si vuole dare un aspetto nuovo, rigenerato.  Si è trattato  in particolare di bacheche affissive di proprietà del Comune, nel centro storico, inutilizzate da tempo.

Martina Merlini è la più giovane fra gli artisti. Non vuole apparire nella fotocamera ma accetta di fare una foto (vedi sotto) rivolta verso la sua opera: sulla quale “la carta utilizzata – spiega – non fa che sovrapporsi alla superficie del pannello, senza che io abbia rimosso i graffiti che vi sono disegnati”.

 

Hyuro, artista argentina , ha avuto l’idea di appendere 43 pannelli il muro di cinta che costeggia l’autostazione in viale Masini.  La street artist argentina non rilascia interviste, ma è interessata all’impressione  che, a lavoro terminato, si ha del suo lavoro: 43 poster ognuno raffigurante lo stesso soggetto, con espressioni diverse.10311935_10203766708275073_1630177600_n

La novità di quest’anno è rappresentata dal tema del “verde”, tanto che  una delle  opere  previste dal programma è stata la piantumazione di ben 10 piante  in una zona non distante dal centro.

 

È curioso vedere come l’arte stia acquisendo sempre nuove forme e coinvolga nel farlo giovani pieni di idee. La street art è un’arte per tutti, visibile e, come in questo caso, anche “coprente” tutto ciò che fa rima con degrado e abbandono. È un’arte che con potenza demiurgica sperimenta e prova a dare un nuovo aspetto a ciò che ci circonda.

Quello che rimane da chiarire, forse, è come l’uso della carta possa essere associata al tema del “verde”, ma è comunque più utile di quei prodotti per la pulizia di graffiti che, con molta probabilità, riapparirebbero lì dove tolti.

10331681_10203766706195021_183748009_n (1) 10331681_10203766706195021_183748009_n

 

 

 

I cittadini si occupano dei ‘beni comuni’: le nuove regole

2685467-vernice

Bologna fa da apripista a un progetto, supportato da Labsus, che vede la collaborazione tra Comune e cittadini: il primo ci mette materiali e servizi, i secondi la manodopera. Ecco i quartieri interessati.

Bologna, 22 febbraio 2014 – Un ‘patto di collaborazione’ fra Comune e cittadini che vogliono prendersi cura dei beni comuni (come spazi urbani, strade, scuole, biblioteche, musei) presenti nel proprio territorio. A renderlo possibile è un regolamento comunale da oggi a disposizione delle amministrazioni che lo desiderano. Un’aiuola da riprogettare, una scuola da pitturare, una biblioteca da riorganizzare: ora questi piccoli ma importanti interventi per la qualità della vita di una comunità potranno essere promossi e realizzati da semplici cittadini, singolarmente o associati, senza rischiare di incorrere, secondo la legislazione vigente, in una sanzione in quanto beni comuni.

Il regolamento-tipo, il primo in Italia – presentato oggi a Bologna che ne è il primo campo applicativo – è frutto di una sperimentazione durata circa due anni promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, realizzato dal comune di Bologna con il supporto scientifico di Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà). Sono tre i quartieri della città interessati: Navile, San Donato e Santo Stefano; hanno collaborato anche alcune associazioni dei cittadini.

Il ‘patto’ prende forma dall’interesse di un cittadino, o di cittadini, verso un bene; ne parla quindi con un funzionario addetto del Comune e se l’idea piace il Comune la pubblicizza sul sito così da coinvolgere anche altre persone. Obiettivi e percorsi sono oggetto del ‘patto di collaborazione’, firmato dalle parti. L’amministrazione comunale può mettere a disposizione materiali e servizi (ad esempio per la raccolta rifiuti), può prevedere convenzioni con negozi per l’acquisto di prodotti, magari rimborsare il costo di qualche spesa. I cittadini mettono a disposizione tempo e competenze, lavorano in modo del tutto gratuito. Il progetto ‘Le città come beni comuni’ (www.cittabenicomuni.it) rappresenta – spiegano i promotori – la prima ‘traduzione’ mai realizzata nel nostro paese del principio costituzionale della sussidiarietà.

“Oggi – afferma Gregorio Arena, presidente di Labsus – di fronte ad un cittadino che vernicia una panchina un vigile può anche elevare una multa sulla base del principio vigente che dei beni comuni si occupano gli enti pubblici. Il regolamento che abbiamo messo a punto, e che per essere operativo deve essere approvato dal Consiglio comunale, cambia il rapporto fra cittadini ed amministrazione. Favorisce la collaborazione e le relazioni fra persone. C’è molto interesse su questi argomenti”.

Da domani sul sito di Labsus (www.lapsus.org), il regolamento sarà a disposizione di tutti i comuni italiani che potranno utilizzarlo adattandolo ed integrandolo secondo le proprie esigenze.

Fonte: Il Resto del Carlino

Bologna difende il bene comune con i suoi cittadini

Cittadinanza attiva_ articolo

Cittadinanza attiva a Bologna

Dopo due anni di lavoro, la città si prepara a presentare un nuovo regolamento comunale. L’obiettivo è consentire ai cittadini di compiere gesti concreti per salvaguardare il patrimonio senza soccombere alla burocrazia. Il plauso del Quirinale.

Bologna diventa capitale “dell’amministrazione condivisa”, e tende la mano ai cittadini che vogliono impegnarsi. Pulendo un portico, cancellando un graffito, o curando un parco pubblico. Piccoli gesti civici che devo spesso pagare pegno alla burocrazia, passando sotto le forche caudine di scartoffie e permessi. Che fare allora? Bologna presenterà il 22 febbraio un regolamento che consente ai cittadini di partecipare alla gestione dei cosiddetti “beni pubblici”, strade, portici e parchi, senza soccombere alla burocrazia. E a beneficio di tutti.

Il sindaco Virginio Merola è capofila dell’idea, realizzata da Labsus (Laboratorio sussidiarietà), centro Antartide, e Fondazione del Monte, che si presenta come il primo tentativo di “tradurre” il principio costituzionale della sussidiarietà in regole amministrative. Un lavoro lungo due anni, che il 22 in Sala Borsa verrà consegnato nelle mani del ministro degli Affari Regionali Graziano Delrio, del sindaco di Lampedusa, di un rappresentante della giunta di Roma, e del primo cittadino di Calderara e che ha già ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una medaglia di riconoscimento. «Il progetto si chiama “Le città dei beni comuni” — spiega la vicepresidente di Labsus Maria Teresa Rosito — e vuole regalare a tutta l’Italia un regolamento open source, che potrà essere adottato e arricchito dagli altri Comuni, per consentire ai cittadini di contribuire al bene comune della propria città con sempre maggiore semplicità».

Il progetto è ambizioso, nato due anni fa con un contributo di 80mila euro della Fondazione del Monte, a partire da un articolo della Costituzione: il 118. Quello dedicato alla sussidiarietà, che dice che Stato, Regioni e Comuni devono aiutare i cittadini a raggiungere il bene comune. Un principio difficile però da realizzare. «Perché spesso coloro che lo fanno, ad esempio pulendo o ridipingendo il portico sotto casa, incorrono spesso anche in multe, perché occorrono una grande quantità di permessi per poter compiere certi piccoli gesti di cura per la propria città, in maniera corretta e rispettosa delle leggi e delle prescrizioni della Sorprintendenza», spiega la Rosito.

Ecco quindi che nasce il “regolamento” del bene comune: «Siamo partiti da tre quartieri di Bologna, Santo Stefano, Navile e San Donato, e abbiamo chiesto ai cittadini quale fosse secondo loro il primo problema cui applicarsi. Una volta individuato, li abbiamo accompagnati nella realizzazione del progetto, annotando quali fossero gli ostacoli trovati lungo la strada, nei rapporti con l’amministrazione. Da queste esperienze è nato il regolamento».

Tre le iniziative cui i cittadini si sono quindi dedicati: la pulizia dei portici di Santo Stefano, la cura del Parco della Zucca, e l’animazione unita alla riqualificazione del giardino Bentivogli. Il pacchetto di “regole” nate da queste tre esperienze, è stato scritto e approvato da un team di giuristi ed esperti, e sarà firmato e approvato dalla giunta bolognese il 18 febbraio, quattro giorni prima della consegna del regolamento al governo, e quindi anche alle altre città. Un assaggio, forse, della città «umanistica» invocata da Merola nella presentazione del suo programma di metà mandato, in cui il sindaco ha posto l’accento sulla «qualità dei bolognesi, che possono contribuire tutti con le loro individualità al benessere della città».

Fonte: La Repubblica – Bologna

Passeggiate notturne anti-degrado a Bologna

2628551-degrado

Bologna, 29 gennaio 2014 – Scuole e parchi per cominciare. Passeggiate notturne e presidio del territorio (la mappaa seguire. Gli assistenti civici arruolati dal Comune sono pronti a scendere in strada. Domani ci sarà la prima riunione tecnica dei Quartieri con l’assessore alla Sicurezza Nadia Monti per definire la mappatura dei luoghi più caldi. E a breve partiranno i corsi di formazione per le dodici associazioni scelte dall’Amministrazione. Obiettivo, dichiarato, è quello di avere i primi nuclei operativi a metà marzo, per un totale di oltre 20mila ore di servizio l’anno.

La novità è molto attesa dai Quartieri, anche in virtù delle positive esperienze simili degli anni passati (e delle emergenze segnalate dai cittadini). Prima di passeggiate e controllo del territorio (comprese le case Acer), si partirà da scuole e parchi, dove le idee sono già chiare: «Gli assistenti saranno molto utili per l’attraversamento di ragazzi e bambini durante le ore di entrata e di uscita da classe», spiega Ilaria Giorgetti, presidente del Santo Stefano. Una voce che vale per tutti i colleghi. La Giorgetti utilizzerà il personale delle associazioni alle scuole Cremonini-Ongaro di via Bellombra. Milena Naldi, a San Vitale, farà lo stesso per il nido di via Zaccherini Alvisi, «dove le strisce pedonali sono in una posizione complessa». In totale sono 45 gli impianti scolastici che il Comune punta a ‘custodire’ con gli angeli anti-degrado.

L’altro capitolo corposo riguarda i parchi. Le richieste sono moltissime, a partire dai Giardini Margherita: «La necessità di presidiarli è sotto gli occhi di tutti e vorremmo fare lo stesso anche all’Oliviero Olivo e alla Lunetta Gamberini», è la speranza della Giorgetti che, almeno per ora, dovrà abbandonare ogni progetto sui colli. Al Reno e Savena, la cura degli spazi verdi sarà una priorità: il parco Funakoshi, quello di via Speranza vicino al Mast e in via Tintoretto per il primo, il Paleotto per il secondo. A Navile il presidente Daniele Ara ha ‘prenotato’ l’Arcicaccia (una delle associazioni ammesse) per le Caserme Rosse, a Saragozza Roberto Fattori vorrebbe fare lo stesso con Stella Nostra per Villa Spada e Villa delle Rose. A San Donato proseguiranno i progetti al Parker-Lennon e a San Vitale toccherà al Tanara, già sotto tutela dell’associazione ‘Il parco’.

Infine, il capitolo più delicato, quello delle passeggiate di presidio (guai a paragonarle a ronde). Sarà necessaria una formazione mirata e guai a chiamarle ronde: «Sono semplici camminate di persone che controllano il territorio, in modo da avere degli occhi in più per strada», spiega Ara che intende proporle per via Albani e via Dall’Arca, le strade calde della Bolognina. Anche Stefano Borsari a San Donato le utilizzerà dove «esistono le criticità più gravi», mentre a Santo Stefano il rapporto già profondo con i Guardian Angels sarà il presupposto per nuovi progetti di questo tipo: «A partire dalla Mercanzia e da via delle Tovaglie, strade problematiche di cui si tende a parlare poco», sottolinea la Giorgetti.

Da Il Resto del Carlino – Bologna

Pulire i muri? Ci pensano i bambini delle scuole

191121411-d9d40c76-df00-4d16-b3c6-2317a2ee39ce 
Gli alunni della Giordani hanno imbiancato, coprendo gli scarabocchi, i muri di un edificio in via Musolesi, in Cirenaica. E giovedì daranno la seconda mano.
I bambini si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro per ripulire i muri della città da scritte e graffiti. E’ successo stamattina alla Cirenaica di Bologna, dove i “piccoli imbianchini” delle            scuole    elementari Giordani hanno ridipinto i muri di un edificio in via Musolesi. L’iniziativa fa parte del progetto “la città civile”, sviluppato dal centro Antartide con la collaborazione    dell’associazione Cirenaica per il rilancio del senso civico in città partendo dalle scuole di Bologna.
Prima dell’intervento di pulizia dei muri i bambini hanno partecipato ad alcune attività didattiche in classe sui temi della cittadinanza attiva e del decoro urbano, terminate con una breve lezione     del consigliere di quartiere amedeo bianchi, che ha spiegato agli studenti la differenza tra beni privati, pubblici e comuni, sottolineando l’importanza del rispetto di questi ultimi.

Infatti, l’edificio ripulito questa mattina è di proprietà dell’acer, che ha accettato volentieri l’offerta di intervento della scuola. Inoltre, sempre stamattina,  i bambini hanno distribuito ai passanti e ai commercianti della zona dei volantini che illustravano l’iniziativa. Ma non è finita qui perchè i lavori saranno ultimati giovedì con la seconda mano di vernice che dovrebbe ripristinare definitivamente la tinta uniforme del palazzo e sarà presente per l’occasione milena naldi, presidente del quartiere san vitale. “Una città con muri puliti e dignitosi non scende dal cielo ma può essere frutto dell’impegno di tutta la comunità. E’ bene impararlo fin da piccoli, per essere già cittadini attenti, rispettosi e disposti a rimboccarsi le maniche”, spiegano le maestre che hanno accompagnato i giovanissimi volontari.

Fonte: bologna.repubblica.it

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: