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Il degrado in un videoclip – Ascoli Piceno

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DANIELA SANTONI – Ascoli
Tutto il degrado della città in un filmato. Una raccolta di foto in sequenza ha accompagnato l’accorato appello del Coordinamento Antidegrado, comitato cui aderiscono le associazioni che da anni si occupano di chi deturpa le bellezze della bella città delle cento torri. Lotta ad imbrattatori, denuncia, ma soprattutto un richiamo alle istituzioni affinché inaspriscano controlli e sanzioni, perché Ascoli non può presentarsi in questo stato alla stagione dei turisti. Nel mirino le scritte su muri e bacheche della città. Proprio in piazza del Popolo, splendido salotto cittadino, sotto al loggiato, ci sono bacheche deturpate da scritte e manifesti staccati. Non certo un bel biglietto da visita per quella che è la prima meta dei turisti. Non va meglio in rua Pietro della Scala, che al pari di altre rue del centro, sempre più spesso diventa latrina a cielo aperto.
Il degrado imperversa anche in periferia. Molte saracinesche di negozi non solo del centro storico ma anche del quartiere di piazza Immacolata sono imbrattate da scritte. A firmare sono sempre gli stessi nomi che ricorrono in più zone della città. In piazza Diaz da tempo, i giochi dei bambini sono stati rotti, manca ad esempio un’altalena, mentre la struttura dello scivolo presenta da tempo scritte mai coperte e pensare che ci sono le telecamere. “Il nostro è un appello a tutto campo ai politici, ma anche alla cittadinanza che ormai sembra assuefatta a questi fenomeni – dice Nazzareno Galanti del Coordinamento Antidegrado. – Ormai siamo rassegnati. Ci sono vetrine usate per la propaganda abusiva, scritte ovunque, dobbiamo tornare ad indignarci”.
Le foto che raccontano una città offesa nelle sue bellezze scorrono mentre si alza l’indignazione che però sembra non avere risposte concrete. La speranza è che l’appello a controlli maggiori e più efficaci sanzioni non resti lettera morta. E se il capoluogo vive la beffa del maltrattamento senza motivo da parte di imbrattatori e cittadini incivili, non va meglio al Piceno esposto alle mire di chi vuole usarlo per trarne profitto. La denuncia arriva da Paolo Prezzavento di Legambiente: “Martedì 28 alle ore 18 alla Rinascita faremo un incontro per parlare del progetto del metanodotto che dovrebbe attraversare in parte il territorio di Ascoli e poi i Comuni di Ripatransone (su cui già incombe la minaccia trivellazioni, ndr), Castel di Lama e Offida. Parleremo anche dell’impianto di stoccaggio del gas di San Benedetto”

Il Corriere Adriatico

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