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Napoli: linea diretta fra deturpamento e restauro. Chi può farlo? Giovani artisti.

Risale a pochi giorni fa la notizia del deturpamento della basilica di Santa Chiara a Napoli, ad opera di alcuni vandali, i quali hanno lasciato graffiti su opere di enorme valore, firmate da Giotto o da Tito da Camaino.

In realtà ormai da alcuni anni sono nate le scritte che ricoprono tombe e bassorilievi e, anche se sono state adottati strumenti per la vigilanza le opere di questa chiesa che sono state definite patrimonio dell’Unesco,  non si possono definire affatto “tutelate” ad oggi.

Anna Brunetto, giovane restauratrice, durante le prove di pulitura laser nel «donjon» del Castello di Quart. Courtesy Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta

Anna Brunetto, giovane restauratrice, durante le prove di pulitura laser nel «donjon» del Castello di Quart (Valle d’Aosta)

Da qui l’idea dell’Assessore alle politiche giovanili del comune di Napoli, Alessandra Clemente, di impiegare giovani abilitati al restauro di beni, che, come afferma, sono “decine e decine” ad avere un’abilitazione di questo genere, nella custodia di tesori come quello della chiesa di Santa Chiara. Dice infatti: <<Potrebbero fungere pure da guide turistiche e sensibilizzare i loro coetanei sulle differenze che ci sono tra l’imbrattare e l’arte di strada>>.

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Graffito di Pinocchio a Bagnoli (Napoli)

Fra le altre proposte della Clemente vi è quella di procedere al rifacimento delle mura della chiesa di San Giovanni maggiore, sempre a Napoli. Il compito sarebbe assegnato a Jorit, un artista esperto soprattutto nella realizzazione di volti. Inoltre l’Assessore ha sponsorizzato un enorme murales a Bagnoli lo scorso giugno, dedicato al Pinocchio di Jacovitti (noto fumettista italiano che ha disegnato il Pinocchio narrato da Collodi)

Intanto il Comune sta cercando di coinvolgere anche le Associazioni di street art e le ACU (Associazioni di creatività urbana) per un evento che unisca burocrazia e creatività, norme e giovani, troppo spesso in conflitto fra loro.

Fonti: associazione Antigraffiti, Il giornale dell’Arte.com

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