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Censimento e multe scoraggiano i graffitari

Il censimento dei graffiti che ha visto in prima linea la Polizia locale.

Il censimento dei graffiti che ha visto in prima linea
la Polizia locale.

Varese – Saranno state le multe a carico di giovani graffitari sorpresi negli imbrattamenti, come accaduto dietro la basilica per gli “scarabocchi” sul pozzo. E forse anche l’iniziativa del censimento, da parte della Polizia locale, di tutte le scritte e i disegni sui muri, che ha portato ad un catalogo delle firme e delle tag più ricorrenti; la voce che i vigili stavano facendo questo servizio è circolata infatti subito tra i ragazzi della bomboletta spray. Resta il fatto che dall’inizio dell’anno sono diminuiti, anzi quasi spariti, i nuovi imbrattamenti. Lo rivela l’assessore alla Polizia locale, Carlo Piatti, che di recente ha fatto il punto della situazione con il nucleo di agenti che è specializzato appunto sul fenomeno, varesino, delle scritte selvagge.
«Abbiamo constatato – spiega l’esponente della giunta Fontana – che i muri ripuliti dai proprietari di casa non sono stati più presi di mira. E’ un segnale incoraggiante. Certo, è presto per dire che i graffitari fuori dalle regole hanno smesso di colpire. Ma qualcosa di positivo è successo».
Dalle verifiche della “task force” del comando di via Sempione, emergerebbe infatti un netto rallentamento delle “bombolette spray”. La città, come aveva ammesso a suo tempo e conferma ora Piatti, è sempre traboccante di scritte (i padroni dei palazzi dovrebbero provvedere ma va tenuto conto dei costi e del rischio di vederseli poi nuovamente deturpati), però la sensazione è che «le misure messe in campo diano qualche risultato». E altre se ne aggiungeranno: la recente approvazione in giunta del protocollo “Varese sicura” rafforza i controlli sul fronte del decoro e questo si tradurrà, rivela Piatti, «in maggiori attenzioni al problema dei graffiti selvaggi». «Sappiamo che agiscono quando nessuno li vede, soprattutto di notte, ma un po’ di vigilanza, anche a tarda ora, riusciremo a garantirla».
Il censimento ha mostrato che scritte e disegni si concentrano soprattutto nel “cuore” della città; quelli in periferia sono da attribuire a giovani non organizzati che vogliono emulare ai gruppi crew, dunque i graffitari più “sgamati”. «In centro – spiega ancora l’assessore – abbiamo rilevato la presenza di tag che vanno ricondotte a “tribù” ricorrenti di graffitari. Sono più o meno sempre gli stessi gruppi. Tanto per fare qualche nome: “Gigi”, primatista degli imbrattamenti, e poi Rtmk e Psc, oltre ad un fantasioso “the machine”. «Dopo aver catalogato queste situazioni, ci stiamo occupando di risalire all’identità dei giovani che stanno dietro alle tag. Ma non è facile. Però, ribadisco che le indagini e gli approfondimenti che abbiamo svolto, sono serviti un po’ da deterrente».

Fonte: La Prealpina

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