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Milano: rimozione di biciclette bloccata dalla burocrazia

L’ obiettivo posto dal Comune di Milano è quello di far sparire le biciclette abbandonate per le  strade di Milano, legate ai pali o agli archetti.

bici«Il provvedimento del Comune che prevede che siano i vigili a segnalare la presenza di bici abbandonate non ha fatto altro che intralciare il normale lavoro di rimozione – dice Fabiola Minoletti, del comitato di residenti Abruzzi-Piccinni – la colpa non è della polizia locale, ma dei criteri stabiliti dal Comune per potere dichiarare una bicicletta “in stato di effettivo abbandono”».

– La delibera della giunta comunale dello scorso 5 luglio – che porta la firma dell’assessore alla Polizia locale, Marco Granelli – prevede che i vigili di quartiere verifichino la presenza di biciclette abbandonate, vi appongano un adesivo e tornino dopo 20 giorni. Se la bici è ancora dove era stata avvistata la prima volta, Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientali) procede alla rimozione.

Purtroppo però la sperimentazione non è riuscita e questo perché, come suggerisce Fabiola Minoletti del comitato di residenti Abruzzi-Piccinni,:  «Il provvedimento del Comune che prevede che siano i vigili a segnalare la presenza di bici abbandonate non ha fatto altro che intralciare il normale lavoro di rimozione. »

Il problema, infatti,  è dato dai criteri in base a cui i vigili di quartiere sono chiamati a individuare le bici abbandonate: i mezzi devono essere «privi di catena o ingranaggi indispensabili al funzionamento, di entrambe le ruote, oppure del manubrio, oppure con il telaio deformato». Tuttavia molto raro che una bici abbandonata sia priva di entrambe le ruote, visto che spesso vengono legate proprio passando la catena fra i raggi; inoltre il manubrio è una delle ultime parti a essere rubate. Così, per via di criteri troppo ristretti non vengono rimosse più biciclette.

Il risultato è che «Amsa, che un tempo procedeva alla rimozione delle biciclette seppur con tempi lunghi, ora ha le mani legate dalla burocrazia», spiega la Minoletti.

 

 

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