SiAmo Ascoli

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Archivi Mensili: settembre 2012

Graffiti: arte o vandalismo? Facciamo chiarezza..

foto:windoweb.it

La pratica dei murales è percepita dalla società come una vera e propria piaga: attività che lede il decoro delle città e dei patrimoni artistici.

I writers, in quanto deturpatori di proprietà pubbliche e private, vengono comunemente definiti“vandali”Alcune persone ritengono, invece, si debba distinguere tra semplici imbrattatori e veri e propri artisti.

writers, a prescindere dalla complessità delle loro opere, sono invece convinti di appartenere a una categoria distinta: quella dei nuovi artisti.

Così come nell’antichità l’uomo primitivo graffiava le grotte, oggi i writers consumano bombolette sui muri urbani. Poco è cambiato, a conti fatti.

I murales, o i graffiti in generale, sono da sempre un mezzo di comunicazione di massa che consente di gridare, seppur in silenzio e a costo zero, le verità di gruppi di persone.

Da un punto di vista sociologico, le ragioni che spingono i writers a “imbrattare” beni altrui sono:

1. voglia di evadere, magari rappresentando mondi fantastici;

2. voglia di colorare, quindi dare vita alle grigie città;

3. voglia di scuotere le coscienze umane e di interrompere la frenesia del mondo, sempre in corsa contro il tempo;

4. necessità di protestare contro una società ricca di contraddizioni, in cui spesso il potere si serve del diritto per reprimere le minoranze e portare avanti l’ideologia del momento.

I writers non accettano, inoltre, che la società preservi e promuova i graffiti del neolitico o gli affreschi egizi e non le loro opere creative. Sono convinti che anche i semplici scarabocchi o simbolisiano espressioni artistiche pregne di significato.

In sociologia, si tende ad accomunare i murales ai cartelloni pubblicitari in termini di impatto visivo e contenutistico. L’unica differenza risiederebbe nello scopo sotteso: inviare un messaggio gratuito, nel primo caso, e perseguire uno scopo di lucro nel secondo.

Tuttavia, se è vero che l’arte non deve essere ostacolata, è anche vero che non può essere imposta. L’arte deve essere ricercata in base alle proprie attitudini e al proprio gradimento.

La cosa che aggrava il quadro è che tutto ciò avviene a spese altrui, in quanto i costi per il recupero dei beni deturpati grava su chi “subisce” questa forma d’arte.

Poco allettante sarebbe per chiunque l’idea di svegliarsi al mattino e trovare un proprio bene imbrattato, soprattutto se dietro a esso si celano le fatiche e i risparmi di una vita. L’arte è anche rispetto per gli altri.

Senza poi parlare dei casi in cui neo-espressioni artistiche vengono impresse su opere d’arte preesistenti. Deturpare l’arte con la propria “creatività” è una grossa forma di inciviltà, e questo cozza con il concetto di artista.

Si esige democrazia, ma se ne contraddicono quotidianamente i presupposti. Con questo atteggiamento, però, ciascuno resterà saldamente arroccato sulle proprie posizioni.

Se è davvero il dialogo che si vuole, si faccia di tutto per renderlo costruttivo.

In una società civile, si devono contemperare due opposte esigenze: il diritto di esprimersi liberamente, senza che vengano ostacolate le proprie manifestazioni artistiche, e il diritto di scegliere se accettare o meno la presenza dell’altrui arte, magari a scapito della proprietà privata o del bene pubblico.

Concetto da tener presente è che, la libertà di ciascuno finisce laddove inizia la libertà altrui. Solo in questo modo si delimitano reciproci spazi di libertà, equipollenti gli uni agli altri.

Quando il buonsenso non consente a ciascuno di capire fin dove ci si può spingere senza violare il precetto del “non danneggiare gli altrui diritti” [1], interviene la legge ponendo dei paletti all’arbitrio umano.

Per rendere meno rigidi questi confini è necessario giungere a un compromesso.

Si potrebbero adibire zone ad hoc, come si fa ormai in molte città del mondo. Questo punto accende però grosse polemiche, in quanto i writers ritengono che tale soluzione costituisca un’ennesima forma di imposizione proveniente dallo Stato. È quasi come se li si volesse ghettizzare.

Senza un atteggiamento di apertura  non si approderà mai da nessuna parte.

Non è giusto reprimere l’arte come non lo è  costringere i privati e le amministrazioni, quindi indirettamente i cittadini, a sostenere ingenti spese per il recupero dei beni violentati!

Una soluzione potrebbe rinvenirsi proprio nel codice penale [2], con riferimento al concetto diconsenso dell’avente diritto.

Questa causa di esclusione della responsabilità prevede che chi è titolare di un diritto, del quale può disporre, ha la possibilità di rinunciare alla tutela dello stesso. Per cui se al proprietario di un edificio piace l’idea di un murales sulla facciata di casa potrebbe autorizzare un writer a dare sfogo alla sua creatività su di essa.

Tuttavia, vivendo in una società civile, anche il proprietario esclusivo di un bene deve attenersi ad alcune regole. In particolare, dovrà rispettare i vincoli imposti da un eventuale “piano del colore”[3] o da un “regolamento condominiale”.

Superato il problema dei regolamenti, e compatibilmente con essi, potrebbe anche trovarsi un punto di incontro e, perché no, magari riuscire a riproporre il modello offerto dalla “Perla del Tirreno”,Diamanteconnubio perfetto tra arte e decoro.

Ma questo non saremo noi a deciderlo, perlomeno in questa sede. Ai posteri, dunque, l’ardua sentenza!

[1] Principio del “Neminem laedere”: non danneggiare nessuno.

[2] Art 50 c.p.

[3] Il piano del colore è un regolamento comunale che indica i criteri da seguire e cui uniformarsi per garantire una valorizzazione cromatica del complesso urbano, in un’ottica di insieme.

(“La Legge per Tutti” è un portale che spiega e traduce, in gergo non tecnico, la legge e le ultime sentenze, affinché ogni cittadino possa comprenderle. I contenuti di queste pagine sono liberamente utilizzabili, purché venga riportato anche il link e il nome dell’autore).

 Sito amministrato dallo Studio Legale Avv. Angelo Greco (www.avvangelogreco.it). Nell’ambito del diritto civile, svolge consulenza alle imprese, diritto della rete e diritto d’autore, diritto dei consumatori, privacy, procedure espropriative.

fonte: associazioneantigraffiti.it

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A Monticelli siamo invasi dai rifiuti

L’immondizia a Monticelli (Labolognese)

La segnalazione di un lettore che chiede punizioni severe per i trasgressori.

Ascoli Piceno, 25 settembre 2012 – “Basta con l’immondizia abbandonata per terra. Oramai si trovano sacchetti sparsi ovunque, in ogni angolo della nostra città. Sono un vostro lettore da diversi anni ed ho colto al volo l’occasione offerta dalla vostra interessante rubrica per segnalarvi diversi casi di degrado, perchè così devono essere definiti. Il comune denominatore è rappresentato proprio dall’abbandono dei rifiuti. Tanti sono i cittadini che non rispettano nè le modalità nè gli orari della raccolta differenziata porta a porta promossa dall’amministrazione comunale.

La situazione, poi, peggiora a dismisura se prendiamo in considerazione i quartieri periferici. Uno su tutti, ovviamente, è quello di Monticelli. Nella foto scattata pochi giorni fa, infatti, si può notare come l’immondizia non venga mai gettata all’interno degli appositi bidoni ma sempre all’esterno degli stessi. A mio avviso, gli amministratori non hanno una grandissima colpa, se non quella di prevedere delle sanzioni il più aspre possibili per chi non rispetta la bellezza della nostra città, inquinandola e di conseguenza facendole anche del male. Se vogliamo che Ascoli sia a misura di turista c’è ancora tanto da migliorare”.
Emidio P.

La lettera è giunta in redazione da parte di un lettore, nell’ambito dell’ormai consueta ed apprezzata rubrica intitolata ‘Riprendiamoci la città’, che permette ai cittadini di segnalare al Carlino cosa non va sotto le Cento Torri. Il problema relativo all’immondizia, che è stato tirato in ballo dal signor Emidio, rappresenta uno dei più discussi nel corso degli ultimi anni.

Effettivamente, sono tante le zone della città ‘invase’ dai sacchetti e dai rifiuti, ma come ha rivelato lo stesso lettore la colpa è quasi sempre degli stessi cittadini. Occorre, dunque, una maggior sensibilizzazione nei confronti della raccolta differenziata ma servirebbero appunto anche delle punizioni esemplari per i trasgressori della buona norma per la quale l’immondizia andrebbe gettata all’interno degli appositi bidoni o contenitori. La lettera scritta dal signor Emidio, dunque, non fa una piega, come si suol dire in gergo. Ma gli ascolani sono un popolo orgoglioso e c’è da scommettere che faranno sicuramente di tutto per migliorare anche dal punto di vista ecologico per rendere sempre più bella la città delle Cento Torri.

di Matteo Porfiri

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2012/09/26/777708-monticelli-crociata-contro-la-sporcizia.shtml

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I graffiti dipinti sull’aria

(Foto di GERARDO ADINOLFI)

A volte bastano anche semplici idee per ottenere delle opere originali, ecocompatibili e gradevoli da osservare. Le foto ritraggono dei graffiti “disegnati nell’aria”, montati su pannelli fatti di uno speciale materiale trasparente. E’ una tecnica particolare che dà l’impressione che la vernice si fissi direttamente sull’aria creando pareti colorate. La  mostra all’aperto è sul Lungarno Pecori Giraldi,a Firenze, nell’area dell’ex mercatino multietnico. Tra gli alberi i pannelli regalano disegni colorati fatti da writers provenienti da tutto il mondo. 

Fonte: LaRepubblica.it

 le altre foto: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/09/24/foto/i_murales_dipinti_sull_aria-43158097/1/

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“Degrado cittadino? Ringrazio chi lo segnala, interveniamo meglio”

Il sindaco Guido Castelli dopo gli interventi in via Tornasacco e nel quartiere San Gregorio. Nel fine settimana valutazione delle situazioni nelle scuole e nel centro cittadino. Seguirà poi una disinfestazione

ASCOLI PICENO – Dopo che nei giorni scorsi alcuni residenti del quartiere di San Gregorio e di via Tornasacco, avevano lamentato situazioni di degrado urbano, il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha immediatamente invitato gli uffici comunali preposti a procedere ad interventi di sistemazione nelle zone indicate da questi cittadini.

“Queste segnalazioni – ha commentato il sindaco Castelli – sono estremamente importanti perché denotato di un positivo senso civico ed una vicinanza all’azione di questa Amministrazione. E’ grazie a loro che possiamo essere presenti in tutte le zone cittadine; è grazie a loro che possiamo operare al meglio. La città è la casa di tutti noi e tutti noi siamo chiamati, come cittadini, a collaborare al miglioramento della qualità della vita e al decoro urbano”.

L’amministrazione comunale sottolinea che nel prossimo fine settimana una ditta specializzata procederà ad un sopralluogo in tutti gli edifici scolastici e nelle zone più a rischio del centro storico dove sono stati segnalati fenomeni di degrado.

Quindi, condizioni climatiche permettendo, nella notte tra lunedì 24 e martedì 25, verrà effettuato il primo degli interventi di disinfestazione programmati per l’autunno.

FONTE: PICENOOGGI – http://www.picenooggi.it/2012/09/19/12574/degrado-cittadino-ringrazio-chi-lo-segnala-interveniamo-meglio/

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Denunciato teppista di 21 anni che stava imbrattando negozi nel centro storico

Alle 3 di notte G.L., disoccupato usava la bomboletta spray in via Ottaviano Iannella. Con lui un altro ragazzo che si è dato alla fuga. Alcuni suoi amici si erano macchiati di reati di spaccio e già, nel marzo 2011, avevano scritto insulti al sindaco di Ascoli presso il chiostro di San Francesco

ASCOLI PICENO – Ventun’anni, disoccupato. Nel tempo libero: teppista. O, per essere più politicamente corretti, “writer”.  Nella notte del 17 settembre, precisamente alle ore 3:10, personale della Polizia di Ascoli in servizio nel centro storico cittadino trovavano, in via Ottaviano Iannella, un  ragazzo, G.L., intento con una bomboletta spray ad imbrattare la saracinesca del civico 34 – 36, una ex pasticceria attualmente chiusa, ristrutturata ed in vendita, ed un altro giovane che si dava a precipitosa fuga nelle rue del centro, riuscendo a far perdere la proprie tracce.
Il primo ragazzo veniva fermato e denunciato ai sensi dell’ex art. 639 comma 2 del Codice Penale e gli venivano, inoltre, trovate all’interno dell’autovettura parcheggiata nelle vicinanze, altre 22 bombolette di vernice spray, di vari colori, subito poste sotto sequestro.

Il giovane è solito accompagnarsi con altri coetanei, qualcuno dei quali è risultato avere precedenti penali per piccoli furti e segnalato per uso personale di sostanze stupefacenti, nonché, uno in particolare, denunciato, nel marzo 2011, dalla locale Digos, per lo stesso reato, avendo imbrattato un muro facente parte del chiostro di San Francesco con scritte insultanti il sindaco di Ascoli.

FONTE: PICENOOGGI – http://www.picenooggi.it/2012/09/21/12610/denunciato-teppista-di-21-anni-che-stava-imbrattando-negozi-nel-centro-storico/

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