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Giardinieri per un giorno

Ascoli, 6 novembre 2011 –

UNA GIORNATA da giardinieri in mezzo a tante giornate da reclusi. Uno spiraglio di libertà per chi è abituato a vedere il proverbiale sole a scacchi. Tre detenuti del carcere di Marino del Tronto hanno passato la giornata di ieri a pulire la scalinata dell’Annunziata, facendo piazza pulita di erbacce, sterpaglie e rifiuti di ogni genere.

E’ il sesto appuntamento delle ‘Giornate Ecologiche’ nate grazie all’impegno del consigliere comunale Francesco Ciabattoni. Un’idea che ha trovato la sponda del Comune e della dirigenza della casa circondariale. «Si tratta di un’iniziativa importante — dichiara la direttrice del carcere, Lucia Di Feliciantonio —, si colloca nell’ottica di un graduale reinserimento dei detenuti che lavoreranno a favore della collettività in un’ottica di giustizia riparativa rispetto al reato commesso». Così, in due turni divisi tra mattina e pomeriggio, tre detenuti sono usciti dalla cella in cui vivono reclusi e hanno assaporato un po’ della libertà che li aspetta quando avranno finito di scontare la loro pena. Storie forse marginali di persone che occupano un pezzetto in cronaca e poi scompaiono, ma è facile parlare quando si è dalla parte ‘giusta’ della barricata, cioè quella che non prevede delle sbarre tra dove si dorme e il resto del mondo.

Gianluca è dentro per rapina e uscirà tra un anno e mezzo. Ha accettato di parlarci mentre, secchio e scopa alla mano, sistemava il primo tratto della scalinata, quello che parte dalla sede dell’Università. Il siparietto che si crea con l’agente di polizia penitenziaria è spiazzante. Il clima è disteso e, tra i fiumi di parole, si instaura un clima quasi scherzoso tra il prigioniero e il suo secondino, tra frasi completate a vicenda e un’atmosfera che si distacca di molto dagli stereotipi del genere.

«SENZA dubbio è una bella esperienza — dice Gianluca —, ogni detenuto dovrebbe farla. Prima di venire qui ci avevano già portato al Lambro, a Civitella e a Sant’Egidio. Non è la prima volta che esco, ma è sempre una sensazione bellissima. Ormai, con gli agenti siamo diventati una sorta di famiglia, questa storia delle ‘giornate ecologiche’ era partita quasi per gioco, ma adesso mi sento di dire che, almeno per me, è una rampa di lancio verso la libertà».

«GIÀ — fa eco la guardia penitenziaria —, bisogna considerare che a queste giornate partecipano soltanto detenuti ‘definitivi’ che hanno già scontato metà della pena e che si sono distinti nel comportamento. Quelli che l’anno scorso hanno fatto questa esperienza sono usciti tutti, tra domiciliari e fine della pena». Mentre Gianluca sorride e raccatta le foglie dal vialetto, il poliziotto coninua: «Guarda, sono ventisette anni che faccio questo lavoro e posso dire al Marino le condizioni sono molto sopra la media degli altri carceri.

Ultimamente tutte le celle sono state dotate di docce, rispettando la normativa europea in materia, ti assicuro che è un accorgimento che molti istituti non hanno ancora. Questo particolare che ha aiutato molto a stemperare le tensioni che si accumulano. Adesso le condizioni sono più che buone, sia dal punto di vista igienico sia da quello dello stress». La chiosa è tutta per Gianluca, che conferma quanto detto dall’agente incaricato di sorvegliarlo: «E’ vero. Tra i carceri che ho girato, questo è sicuramente il migliore».

Mario Di Vito

fonte: ilrestodelcarlino.it

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