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Bologna: un esercito di bambini per combattere i graffiti

La classe 3b delle scuole elementari Manzolini si è presentata questa mattina in piazza Re Enzo con 500 volantini e un grande cartellone per educare gli adulti a non sporcare la città. Alla materna Federzoni, un murales di 300 metri

Nella lotta ai graffiti sui muri di Bologna scendono in campo anche i bambini. La classe 3b delle scuole elementari Manzolini si e’ presentata questa mattina in piazza Re Enzo con 500 volantini e un grande cartellone, per educare gli adulti a non sporcare la citta’.

Si sono piazzati all’ingresso del sottopassaggio, dove una volta c’erano le famose “Gocce” della Giunta Guazzaloca: uno dei vetri e’ rotto da mesi ed e’ stato eletto dai bambini come simbolo delle brutture che subisce Bologna. “C’e’ chi rompe e c’e’ chi paga: tutti”, recita il cartello appeso al vetro, con tanto di indicazione del costo di sostituzione: 1.500 euro. Sul manifesto, sistemato a fianco, una dozzina di foto scattate dagli alunni che ritraggono graffiti, rifiuti sparsi e danni vari a muri e vetri della citta’. Il messaggio e’ chiaro: “Vogliamo una citta’ piu’ pulita- scrivono i bambini in calce alle foto- un turista che viene a Bologna dice che la citta’ e’ bella, ma sporca”. E ancora: “I disegni sui muri sono brutti e stupidi. Perche’ li fate?”.  I volantini vengono distribuiti in un lampo dai bambini che corrono da una parte all’altra di piazza Re Enzo: qualche passante li rifiuta, qualcuno li prende svogliatamente, altri li leggono e si fermano a chiedere o a guardare il cartellone.

Con l’aiuto degli educatori del centro Antartide, gli alunni delle Manzolini sono andati in giro per il centro lo scorso 31 marzo armati di macchine fotografiche. “Sono rimasti colpiti soprattutto dalle scritte – spiega l’insegnante Maria Aurora Vavala’ – dai rifiuti e dai volantini attaccati ovunque. Anche questa mattina, nel
venire a piedi dalla scuola in piazza, hanno contato tutte le scritte sui muri”. L’obiettivo, naturalmente, e’ educare i bambini fin da piccoli al bello e al rispetto della citta’, ma anche “sensibilizzare gli adulti” insegnando loro a “guardare la citta’ con gli occhi dei bambini”.

E’ la prima volta che la classe si cimenta in questo progetto, che si inserisce in un percorso di educazione civica e ambientale iniziato quest’anno. Il Centro Antartide, invece, e’ gia’ da tre anni che propone progetti simili alle scuole di Bologna. “L’anno scorso siamo andati a raschiare via le gomme da masticare sotto i portici- ricorda Giampiero Mucciaccio di Antartide- qui e’ la normalita’ che viene chiamata in causa”.

Il muro del giardino della scuola elementare e materna Federzoni (al quartiere Navile) ospitera’ un grande wall drawing: 300 bambini, con genitori e insegnanti si mettono al lavoro per realizzare una pittura collettiva, ispirata al tema dell’incontro fra culture.
L’iniziativa rientra nel progetto “A Tu per Tu culture a confronto”, promosso da Agenzia Tu (la rete di Unicredit dedicata a cittadini stranieri e lavoratori atipici), dal Dipartimento educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e patrocinato dal Comune di Bologna. L’arte diventa in questa occasione strumento per favorire le relazioni, l’integrazione fra le persone, e l’inclusione sociale.
“Il nostro territorio e’ stato oggetto da anni di un forte flusso migratorio che ha portato una profonda modificazione del tessuto sociali- commentano gli insegnanti della scuola Federzoni- noi insegnanti siamo stati chiamati a riorganizzare l’offerta formativa per rendere effettiva l’integrazione degli alunni”. Gli insegnanti raccontano pero’ che la maggior soddisfazione “e’ quando un alunno straniero va a giocare a casa di un bambino italiano e viceversa, quando gli adulti trovano momenti comuni, fanno esperienze in comune”. Cristina Proci, responsabile area commerciale Agenzia Tu sottolinea il ruolo fondamentale degli insegnanti nel favorire l’integrazione, e aggiunge: “E’ proprio dall’azione quotidiana che nasce la vera integrazione dei cittadini stranieri nel tessuto economico e sociale del nostro Paese”. Quella di Bologna e’ la terza tappa di un progetto di sollecitazioni sul tema dell’integrazione culturale che quest’anno vedra’ partecipare istituti di Modena, Brescia e Genova.

fonte:il resto del carlino

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