SiAmo Ascoli

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L’Annunziata, il colle dimenticato

Recinzioni divelte o mancanti, crollo del muro di contenimento, cordoli in travertino rimossi.

Una città risulta certamente più bella e vivibile se dispone di tante zone verdi, costituite da parchi, giardini, aiuole, sicure e ben curate. Ad Ascoli, di zone verdi ce ne sono poche e molto spesso abbandonate, dimenticate.

“Non vorrei sembrare troppo polemica, ma la realtà è abbastanza sconfortante – riferisce Angela Magi – dalle finestre di casa, vedo l’ampio parco dell’Annunziata, che nonostante sia frequentato da molti bambini, lascia molto a desiderare sia per la manutenzione che per quanto riguarda la sicurezza dei luoghi. La parte esterna del vialetto situato sopra via Ricci, particolarmente pericolosa, dovrebbe essere protetta con una recinzione in metallo, ma a distanza di anni non è stato fatto nulla”.

Questo è solo un esempio, ma ci sono altri casi simili sparsi nell’area del parco. Una volta sul posto si è potuto accertare che, nonostante, la ditta preposta alla manutenzione abbia provveduto a tagliare l’erba e pulire i vari sentieri, lo stato di degrado e pericolosità, lo è riscontrato ugualmente nelle recinzioni divelte o mancanti, nelle panchine con doghe di legno marcite, nei cordoli in travertino rimossi dal loro alloggiamento e nel nuovo crollo di parte del muro di contenimento, situato lungo viale della Rimembranza, che minaccia l’attiguo tratto di muro realizzato in “opus reticolatum”.

E cosa dire della scalinata che dalla Piazzarola porta al largo antistante la facoltà di Architettura e l’Archicafè, percorsa giornalmente dagli studenti? Questa è parzialmente franata e, nonostante le continue segnalazioni ed il lungo tempo trascorso, sembra destinata a rimanere tale. Sempre su quel tratto di sentiero, inoltre, il muraglione di contenimento, lato sud, presenta una vistosa crepa, larga circa dieci centimetri che si estende per tutta l’altezza della parete; facile prevedere che quanto prima, inaspettatamente, crollerà.

“Vada alla Fortezza e guardi in alto sopra l’arco di accesso – suggerisce Antonio Maraini – sono cadute delle pietre di travertino fortunatamente senza conseguenze. Ho rimosso io stesso i detriti, ma lo stato di pericolosità permane poiché, come potrà vedere, la parte sovrastante l’arco è pericolante e quindi, la zona andrebbe messa in sicurezza”. E che dire della scalinata di viale della Rimembranza, utilizzata da epoca remota dagli ascolani per abbreviare il percorso che conduceva al vecchio ospedale? Questa, infatti, come si ricorderà, suscitò tanto scalpore perché alcune lastre in travertino con sopra riportati i nomi di giovani soldati tedeschi deceduti negli scontri con i partigiani dal ‘43 al ‘44, furono utilizzate come alzate. Nonostante siano passati ormai circa cinque anni, la scalinata versa ancora in uno stato d’abbandono

roberto cestarelli,
fonte:corriereadriatico.it
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