SiAmo Ascoli

Insieme per una Ascoli migliore!

Archivi Mensili: aprile 2011

L’Annunziata, il colle dimenticato

Recinzioni divelte o mancanti, crollo del muro di contenimento, cordoli in travertino rimossi.

Una città risulta certamente più bella e vivibile se dispone di tante zone verdi, costituite da parchi, giardini, aiuole, sicure e ben curate. Ad Ascoli, di zone verdi ce ne sono poche e molto spesso abbandonate, dimenticate.

“Non vorrei sembrare troppo polemica, ma la realtà è abbastanza sconfortante – riferisce Angela Magi – dalle finestre di casa, vedo l’ampio parco dell’Annunziata, che nonostante sia frequentato da molti bambini, lascia molto a desiderare sia per la manutenzione che per quanto riguarda la sicurezza dei luoghi. La parte esterna del vialetto situato sopra via Ricci, particolarmente pericolosa, dovrebbe essere protetta con una recinzione in metallo, ma a distanza di anni non è stato fatto nulla”.

Questo è solo un esempio, ma ci sono altri casi simili sparsi nell’area del parco. Una volta sul posto si è potuto accertare che, nonostante, la ditta preposta alla manutenzione abbia provveduto a tagliare l’erba e pulire i vari sentieri, lo stato di degrado e pericolosità, lo è riscontrato ugualmente nelle recinzioni divelte o mancanti, nelle panchine con doghe di legno marcite, nei cordoli in travertino rimossi dal loro alloggiamento e nel nuovo crollo di parte del muro di contenimento, situato lungo viale della Rimembranza, che minaccia l’attiguo tratto di muro realizzato in “opus reticolatum”.

E cosa dire della scalinata che dalla Piazzarola porta al largo antistante la facoltà di Architettura e l’Archicafè, percorsa giornalmente dagli studenti? Questa è parzialmente franata e, nonostante le continue segnalazioni ed il lungo tempo trascorso, sembra destinata a rimanere tale. Sempre su quel tratto di sentiero, inoltre, il muraglione di contenimento, lato sud, presenta una vistosa crepa, larga circa dieci centimetri che si estende per tutta l’altezza della parete; facile prevedere che quanto prima, inaspettatamente, crollerà.

“Vada alla Fortezza e guardi in alto sopra l’arco di accesso – suggerisce Antonio Maraini – sono cadute delle pietre di travertino fortunatamente senza conseguenze. Ho rimosso io stesso i detriti, ma lo stato di pericolosità permane poiché, come potrà vedere, la parte sovrastante l’arco è pericolante e quindi, la zona andrebbe messa in sicurezza”. E che dire della scalinata di viale della Rimembranza, utilizzata da epoca remota dagli ascolani per abbreviare il percorso che conduceva al vecchio ospedale? Questa, infatti, come si ricorderà, suscitò tanto scalpore perché alcune lastre in travertino con sopra riportati i nomi di giovani soldati tedeschi deceduti negli scontri con i partigiani dal ‘43 al ‘44, furono utilizzate come alzate. Nonostante siano passati ormai circa cinque anni, la scalinata versa ancora in uno stato d’abbandono

roberto cestarelli,
fonte:corriereadriatico.it

Rispettiamo il Colle San Marco

Da generazioni il Pianoro di San Marco è meta ogni anno di migliaia di persone (soprattutto giovani), che per tradizione campeggiano e fanno pic-nic nei prati e nelle pinete il giorno del 25 Aprile, giornata in cui si festeggia la liberazione.

Il San Marco infatti, oltre ad essere un posto bellissimo ed immerso nel verde è stato teatro anche di sanguinosi combattimenti durante la seconda Guerra Mondiale tra i partigiani ed i tedeschi.

Proprio per questo Ascoli è stata insignita della medaglia d’oro ed ogni anno soprattutto al Colle San Marco, si svolgono le celebrazioni di rito per ricordare quei fatti e soprattutto quelle persone che hanno perso la vita per la libertà.

Tutto bello e suggestivo, se non fosse per le cattive abitudini di molti gitanti che trasformano quel giorno il pianoro in un enorme immondezzaio, lasciando di tutto per terra dopo una giornata passata a bivaccare sui prati.

E di quel posto suggestivo e pieno di pace, rimane un’immensa distesa di rifiuti e cartacce che vanno a deturpare l’armonia del pianoro.

Cogliamo l’occasione quindi, per lanciare un appello a tutte quelle persone che hanno deciso di passare la giornata del 25 Aprile sul San Marco:

Rispettate e fate rispettare un luogo tanto caro a noi Ascolani; Rispettiamo il Colle San Marco e difendiamolo dagli incivili!

Buon 25 aprile, Buon San Marco

Chiostro S.Francesco Presi gli imbrattatori

Sarebbero due universitari ascolani

Due studenti universitari ventenni, entrambi residenti in città, sono stati individuati dalla Digos della Questura di Ascoli come i presunti autori dei recenti e reiterati deturpamenti operati ai danni del chiostro maggiore di San Francesco, l’ultimo dei quali avvenuto nella notte tra il 2 e 3 aprile scorsi.

I due universitari, che attualmente sono indagati in stato di libertà, verranno deferiti alla Procura della Repubblica per il reato di deturpamento e imbrattamento delle cose altrui, come previsto dall’articolo 639 del codice penale.
Le case dei due ragazzi, uno dei quali, in passato, era già stato sorpreso ad imbrattare muri, sono state perquisite; negli appartamenti sono stati rinvenuti degli elementi, ritenuti dagli inquirenti, “inequivocabilmente attestanti la loro penale responsabilità, tra cui delle bombolette di vernice spray ed altri attrezzi del mestiere”.

La Digos, giunta ai presunti autori attraverso dei mirati servizi di polizia giudiziaria scattati per contrastare il fenomeno dell’imbrattamento del patrimonio architettonico cittadino, sta continuando le indagini e nel mirino ci sarebbero altri giovani.

Le attività investigative che hanno portato ad individuare i due presunti imbrattatori “rientrano – affermano gli inquirenti – in un ambito ben più articolato, finalizzato alla repressione di tale incivile e ed illecito fenomeno che rimane oggetto di costante attenzione da parte degli organi di Polizia”.

p.s.,
fonte:corriereadriatico.it

“Chiudiamo il chiostro di notte”

San Francesco, alcune associazioni considerano l’idea l’unica percorribile per fermare gli imbrattatori

La chiusura, nelle ore notturne, del chiostro maggiore di San Francesco, idea che è nell’animo dell’Arengo, ha incontrato il sostegno di alcune associazioni quali Archeoclub, Cittadinanzattiva, Fondazione Fabiani, Italia Nostra, Legambiente e Provincia Nova. Nell’incontro che ha avuto con il Sovrintendente Salvati, l’assessore Travanti ha chiesto l’autorizzazione a proteggere il chiostro, almeno nelle ore notturne, dagli imbrattatori, da chi lo usa come orinatoio.

Il progetto, che doveva essere inserito nella relazione tecnica da inviare alla Soprintendenza per il recupero dell’intero complesso architettonico, consiste nel sistemare dei cancelli in ferro sia all’ingresso di via del Trivio, sia all’entrata che dà su via d’Ancaria.

“Il chiostro maggiore di San Francesco – si legge nella nota delle sei associazioni – è uno degli angoli più caratteristici della città. Purtroppo, in questi ultimi anni, in particolare nelle ore notturne, è frequentato sempre più spesso anche da imbrattatori. Questo fatto ha causato i problemi che conosciamo, di cui si sono dovuti recentemente occupare anche Amministrazione comunale, giornali e forze dell’ordine. L’unica telecamera presente nella zona non sembra aver dato finora i frutti sperati, forse perché disturbata da un faretto che gli è stato posizionato vicino. Sta di fatto che è la stessa configurazione architettonica dei luoghi a costituire un ulteriore problema, che forse non potrebbe essere risolto neppure da un maggior numero di telecamere.

“Riteniamo allora – conclude la nota – che potrebbe essere alla fine accettata anche l’idea di chiudere, nelle ore notturne, l’intera area del chiostro con due cancellate, una sul lato di via del Trivio, l’altra nel sottopasso di via D’Ancaria. E’ chiaro che dovrebbero però essere di ottimo disegno e fattura ed approvate dalla Soprintendenza. E’ da dire che, in ogni caso, sarà sempre auspicabile la migliore vigilanza possibile, perché un “uso improprio” del chiostro a volte è stato riscontrato anche nelle ore del giorno e da persone dalle quali sarebbe da attendersi una maggiore attenzione ed educazione”.

Infine, sono cominciati proprio ieri i lavori di recupero dell’ex pescheria, l’unica parte del chiostro maggiore di San Francesco che non era stata interessata dai lavori di riqualificazione di qualche anno fa. La ditta aggiudicataria, Castelletti di Ascoli, dovrebbe completare l’opera nel giro di settanta giorni.

pierfrancesco simoni,
fonte:corriereadriatico.it

I vandali in azione alla Fortezza Pia

Non c’è pace per i monumenti di Ascoli, innocue vittime delle mani degli imbrattatori.

A farne le spese, il muro che fiancheggia il breve tratto di strada che da Porta Summa conduce alla Fortezza Pia. I conci di travertino sono stati feriti da tre frasi, una a fianco all’altra, vergate con la bomboletta spray.

Un atto vandalico in piena regola in un angolo di città che faticosamente si cerca di strappare al’incuria. Le mura esterne del bastione, inoltre, presentano disegni e scritte di vario tipo e vari colori. Colpisce, ancora, per la grandezza e l’intensità del colore, la frase che si trova alla sommità delle antiche mura piceno-romane che difendevano il lato ovest della città.

Chi si avventura a percorrere il sentiero, ripulito da erbacce e rami secchi, che parte dal bastione di Porta Romana e termina davanti alla Porta Summa, e dopo aver faticato per godersi la bellissima cinta muraria quasi del tutto intatta, alza gli occhi ed ha la brutta sorpresa. Purtroppo non è la sola a ferire le mura. Durante il tragitto, in uno dei tratti più nascosti, poco prima di giungere alla Porta Corvara, di cui si nota ancora la merlatura, un’altra scritta in nero, colpisce come pugno in occhio ed intristisce chi ha a cuore le bellezze di Ascoli. Giunti poi all’incrocio con la strada che dall’Annunziata porta alla Fortezza, altri sfregi sono ben visibili dall’altra parte delle mura.

In generale, non c’è angolo del centro storico risparmiato dalle bombolette. L’impegno di istituzioni e associazioni non manca, ma forse occorre più incisività negli interventi.

p.s
fonte:corriereadriatico.it

Sentieri puliti grazie ad Ascoli Bike Team

Grazie ad Ascoli bike team, sono stati ripuliti ( in alcuni casi riaperti), la quasi totalita’ dei sentieri nei dintorni di Ascoli,che erano diventati impraticabili per l’enorme quantita’ di alberi e rami spezzati dalle recenti nevicate pesanti dei primi di marzo e dal naturale ricrescere della vegetazione.
Tra questi sentieri,che sono prevalentemente dedicati a chi fa mountain bike ci sono:

–  Il sentiero di Radicina che dalla pineta di S.giacomo scende a Radicina(zona Roccafluvione) per poi uscire in zona galleria a ponte d’Arli.

– Il sentiero che all’inizio del paese di Talvacchia(a dx) scende fino a Taverna di Mezzo(dietro segheria travertino).

Per finire, Ascoli Bike Team ha completamente riaperto la frangifuoco che da Castel Trosino sale al rifugio Paci dove nonostante qualcuno avesse già iniziato i lavori di pulizia, ancora il sentiero non era completamente sgombro e accessibile. 

Cosa dire? Complimenti ad Ascoli Bike Team, per la grande prova di responsabilità dimostrata.

Grazie al loro gesto d’amore hanno restituito a molti amanti della natura la possibilità di usufruire dei sentieri altrimenti inaccessibili.

Grazie ancora da SiAmo Ascoli

A Milano nasce la prima banca dati di graffiti e tag

Mappati: i cittadini lanciano l’archivio interattivo. Nella banca dati vengono schedati i writer della città con foto e bersaglio

Si parte con “Afros”, che si è scelto il muro di via De Amicis per solleticare il proprio ego a colpi di spray, e si finisce con “Zuzzi”, il killer di una serranda di viale Tunisia. La banca dati interattiva dei graffitari milanesi mette i fila uno dopo l’altro quasi trecento scarabocchi: nome, luogo, fotografia. I cittadini scattano e archiviano, regalando ai vigili un aiuto prezioso nella caccia agli imbrattatori.

Il seme lo ha gettato il comitato cittadino Abruzzi-Piccinni – da anni impegnato nella pulizia istantanea delle tag della zona – ed è stato coltivato da residenti di altre zone e dall’associazione nazionale antigraffiti. Il risultato è un’istantanea in tempo reale della città cannibalizzata dai writer. Muri dei palazzi, centraline, vetrine, cartelloni pubblicitari. Ai cittadini, la spintarella è venuta da Google-Maps: per consultare la cartina dei graffiti, infatti, si deve soltanto inserire sul motore di ricerca più famoso del pianeta la chiave “Milano-tag”. Più semplice di una firma sul muro in piena notte. «Siamo già in contatto con altri comitati come le mamme di via Napo Torriani» dice Fabiola Minoletti, leader del comitato di viale Abruzzi. «La mappa sarà incrementata da tutte le segnalazioni dei cittadini e sarà messa a disposizione degli agenti della polizia locale». Dall’alto, la città virtuale appare piena di macchie. Ogni bandierina colorata, uno scarabocchio: “Zoor” si diletta a siglare gli scivoli dei giardinetti pubblici in piazzale Bacone, “Caos” sfodera quattro graffiti tra via Settala e piazza Cincinnato, “Avid” si è issato fino in cima alla collina del Portello (chiusa al pubblico) per lasciare la propria tag a caratteri cubitali.

Andrea Amato, segretario dell’associazione nazionale antigraffiti, ha aderito con convinzione all’iniziativa: «La mappa sul web sarà uno strumento molto importante. Si possono analizzare in un attimo le zone colpite dalla stessa mano, e per gli agenti sarà più facile individuare i colpevoli». I writer beccati dalle divise si beccano una denuncia penale e rischiano di dover pagare una multa salatissima o i lavori socialmente utili. Marco Luciani è il commissario aggiunto a capo del nucleo decoro urbano della municipale. Insieme ai suoi uomini, lavora per scovare i graffitari seriali. «La cartina delle tag può essere d’aiuto per il nostro lavoro» approva «e può servire a sensibilizzare i cittadini». Anche i vigili, abituati a raccogliere denunce e ad aprire procedimenti d’ufficio, cliccano e studiare i movimenti dei graffitari. Cittadini e forze dell’ordine alleati contro il degrado. In viale Abruzzi, intanto, il progetto “Milano quartiere pulito” porta avanti da un anno e mezzo la pulitura fai da te degli scarabocchi. Sono stati tenuti sotto osservazione 38 palazzi, 73 serrande e 96 manufatti (dalle edicole ai cestini). I nuovi imbrattamenti? 101 in 28 mesi, firmati soprattutto da writers seriali come “Blak” e “Nsa”. A furia di ripulire i muri, il numero di scarabocchi è crollato vertiginosamente. «Un territorio controllato porta a una significativa diminuzione delle percentuali di imbrattamento» sottolineano i pionieri del comitato. «La tempestività della rimozione demotiva i writers». Inserire nella mappa un nuovo graffito è semplicissimo: basta inviare un sms al 340.3958721, oppure scrivere una mail a info@associazioneantigraffiti.it.

di Massimo Costa

fonte:libero-news

Un bell’esempio da Pescara..

PESCARA. Armati di palette, rastrelli e guanti una ventina di commercianti dell’associazione Centro Vivo questa mattina hanno tirato a lucido via Ravenna e via Milano, un’area del centro “troppo spesso abbandonata”, hanno puntualizzato.

“La nostra non è una manifestazione di protesta”, ha detto il presidente dell’associazione Daniele DeLeonardis, “vogliamo solo far sapere che siamo pronti a scendere in campo per rendere più bella la nostra Pescara”.

Porta Gemina perde i pezzi

Porta Gemina costituiva l’antico ingresso alla città di Ascoli Piceno per coloro che giungevano in città da Roma percorrendo la strada consolare Salaria. La porta monumentale, che tuttora fà bella mostra di sè nel quartiere di Porta Romana, è fiancheggiata da un muretto romano in opus reticolatum.

Il muretto presenta importanti segni di degrado e alcuni blocchetti di travertino sono caduti o sono stati asportati. In questi giorni abbiamo notato che altri pezzi sono caduti e giacciono sull’asfalto.

Chiediamo al Comune e alla Soprintendenza di agire in maniera tempestiva affinchè questi reperti non vadano rubati e, soprattutto, affinchè questa importante testimonianza del passato non vada distrutta.

SiAmo Ascoli…Si parte!!

 Progetto di Ascoli da Vivere nella dura lotta al Degrado Urbano.

 

Nasce in questi giorni SiAmo Ascoli, iniziativa  che ha come finalità il coinvolgimento di cittadini, Istituzioni e Associazioni per il ripristino e il mantenimento del decoro e della bellezza di Ascoli Piceno tramite azioni mirate, volte alla riduzione del degrado circostante.

La città è da sempre lo specchio dei comportamenti dei suoi abitanti:. Ascoli come tante altre città vive delle situazioni quotidiane di degrado che portano un danno alla sua immagine: fenomeni di vandalismo,  graffiti selvaggi, abbandono dei rifiuti, affissioni abusive, parcheggi indiscriminati.

La nostra missione oltre a sensibilizzare ed informare la cittadinanza , sarà quella di organizzare piccoli interventi sul territorio di piccola manutenzione urbana come la cancellazione di scritte, la rimozione di affissioni abusive e di adesivi da qualsiasi supporto, l’adozione e cura di parchi e di aree verdi.

Tutto questo dovrà avvenire coinvolgendo in primis ogni singolo cittadino. Solo instaurando delle buone abitudini  si potrà pensare ad una cittadinanza attiva e propositiva pronta a prendersi cura e tutelare il decoro della città.

Giorno dopo giorno anche solo con delle piccole azioni d’amore, possiamo sperare in una città migliore grazie all’impegno dei suoi abitanti.

SiAmo Ascoli cerca volontari che vogliono dare il loro contributo per quest’importante causa.

E’ possibile contattarci su:

www.siamoascoli.wordpress.com

siamoascoli@gmail.com

cell. 334-2275336

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